Una certa probabilità.

Se ti dicesse che esiste una probabilità positiva, scientificamente calcolata, dello 0.00000003% di incontrare, su una qualsiasi stella della Via Lattea scelta a caso, una popolazione capace di comunicare con l’essere umano, mi crederesti? Probabilmente io no: sembrano un mucchio di scemenze fantascientifiche.
Fortunatamente, un certo signor Frank Drake ha studiato diversi anni più di noi due e nel 1961 il suo cervello da astrofisico formulò quella che prende adesso il nome di Equazione di Green Bank.

Non vai molto d’accordo con la matematica (e neanche con la Via Lattea, se è per questo) ed io non posso venire incontro alla tua vena artistica con un disegno; proviamo a capirci ugualmente. La formula dell’equazione di Drake è la seguente:

N = R x F(p) x N(e) x F(l) x F(i) x F(c) x L

dove:

N è il numero di civiltà extraterrestri presenti oggi nella nostra Galassia con le quali si può pensare di stabilire una comunicazione;
R è il tasso medio annuo con cui si formano nuove stelle nella Via Lattea;
F(p) è la frazione di stelle che possiedono pianeti;
N(e) è il numero medio di pianeti per sistema planetario in condizione di ospitare forme di vita;
F(l) è la frazione dei pianeti N(e)  su cui si è effettivamente sviluppata la vita;
F(i) è la frazione dei pianeti F(l)  su cui si sono evoluti esseri intelligenti;
F(c) è la frazione di civiltà extraterrestri in grado di comunicare;
L è la stima della durata di queste civiltà evolute.

Un sacco di cose da tenere presente e calcolare attentamente, ma il punto che più ci interessa è la possibilità che sottolinea di poter calcolare in generale un certo numero di elementi N a partire da una serie di altri elementi e variabili, con caratteristiche necessarie affinché abbia senso la sua stessa definizione: non possono esistere civiltà extraterrestri, se non esistono pianeti abitabili; come non ne possono esistere miliardi in un numero molto limitato di pianeti.
Ogni condizione è iperordinata e subordinata, e la sua valenza numerica finisce con il determinare una proporzione di casi favorevoli rispetto alla popolazione e quindi una probabilità.
Ovviamente si tratta di stime, dove esiste una certa componente di errore, ma se anche le civiltà in questione fossero soltanto quindici piuttosto che ventitré1, non sarebbe comunque straordinario averne quasi colto il numero esatto? Inoltre, e soprattutto, la possibilità di fare stime come queste permette di cogliere il valore ed il significato che un certo evento possiede per le percentuali che ne definiscono la probabilità di avvenimento. In questo caso estremamente basse, quindi dalla valenza estremamente significativa.

Ti starai chiedendo il perché di questo pippone matematico; la risposta è un po’ sempre la stessa: mi sono chiesto cosa sarebbe successo se, al posto di calcolare il numero di popolazioni extraterrestri della Via Lattea in grado di comunicare con l’essere umano, ci fossi tu.

Il senso è molto semplice: ci siamo incontrati e piglia bene. Qual era la probabilità che succedesse?

La formula è sempre la stessa, ma ovviamente dobbiamo trovare dei valori che abbiano un senso a definire la probabilità di trovare un diverso tipo N di elementi. Osserviamone la caratterizzazione e poi passiamo ai calcoli.

         N = numero potenziale di amati/e.

Ok, effettivamente mette un po’ d’ansia anche a me la parola amanti, ma l’articolo si concentra su questo e non posso che metterla in questi termini.

         P = popolazione italiana.

A noi interessano le persone, non le stelle.
Dato un tempo L ed un tasso di crescita della popolazione R, il numero della popolazione in un certo momento sarebbe dato dal loro prodotto. Dovendo fare una stima per il numero di stelle, Drake usa questa concettualizzazione; a noi basta prendere il numero della popolazione italiana registrata dall’ISTAT in un certo anno. L’anno a cui faremo riferimento è il 20172, perché è l’anno più recente in cui sono presenti tutti i dati che ci interessano.

La popolazione italiana nel 2017 era complessivamente formata da 60589445 individui.

         P(g) = frazione della popolazione maschile/femminile.

Un indicazione di genere è obbligatoria dal momento che, a seconda dell’orientamento sessuale, cambia il numero di persone che possono essere considerabili come condizione determinante di N. La suddivisione per genere della popolazione nel 20173 è stata anche questa calcolata dall’ISTAT.

La banca dati specifica le divisioni di genere nel modo seguente:
Maschi: 29445741; Femmine: 31143704.
Proporzione percentuale:
M: (29445741*100)/60589445 = 48.5988% –> 0.485988;
F: (31143704*100)/60589445 = 51.4012% –> 0.514012.

         P(e) = frazione della popolazione compresa tra i 20 ed i 35 anni.

Variabile non necessariamente condizionante, ma che di sicuro pesa molto sul numero di potenziali partner, è l’età: in questa elaborazione siamo interessati alla popolazione di età compresa tra i 20 ed i 35 anni, perché è di comune avviso che questa sia la fascia di età più sensibile per la scelta di un partner a lungo termine e perché, diciamolo, ti piace la gente più grande e con un po’ di barba (sfortunatamente). Anche in questo caso, ci affidiamo ai dati ISTAT del 20174.

Nel 2017, il numero di persone comprese in quella fascia di età era esattamente 10454289.
Proporzione percentuale:
(10454289*100)/60589445 = 17.25431% –> 0.1725431.

         P(a) = frazione della popolazione considerabile attraente.

La questione che maggiormente influisce sull’individuazione di un possibile partner, dopo le due che abbiamo osservato adesso, è la possibilità di considerare la persona con la quale entriamo in contatto attraente da un punto di vista sessuale. Numerose ricerche si sono concentrate negli anni nel ricercare quali elementi andassero ad influenzare questa considerazione personale, osservando numerose caratteristiche che determinano una maggiore o minore influenza nella definizione di attraente.

Quello che incuriosisce è che non sembra utilizzato un particolare dato dalle numerose ricerche analizzate5: il dato relativo non a ciò che influisce sulla scelta del partner, ma sul semplice numero di partner scelti. Seguendo questa prospettiva, se si riuscisse a realizzare un disegno di ricerca con un campione sufficientemente grande e rappresentativo, svolgendo esperimenti sulla scelta del partner si potrebbe arrivare alla definizione di un numero puro: un numero che prescinde dall’influenza delle caratteristiche sulla scelta, ma che fornisce la rappresentazione di quante persone vengono considerate attraenti dalle altre persone in media. Oltrepassando, quindi, la definizione di ciò che determina l’attrazione, ma cogliendo il numero delle persone che l’essere umano considera in media attraente per tutta una serie di criteri di scelta personali e più o meno, per riprendere le ricerche del campo, generalizzabili6.

Questo permetterebbe, seguendo analogicamente l’equazione di Drake, di determinare una certa sottopopolazione, che, oltre ad essere caratterizzata a partire da una serie di condizioni (genere ed età) imposte alla popolazione complessiva, rappresenterebbe il bacino dei potenziali partner sessuali, a prescindere dalle preferenze personali.

Il problema che si pone adesso è calcolare questo numero puro. Per arrivare ad una sua prima rudimentale formulazione risulta particolarmente utile fare riferimento a due database estremamente ricchi di informazioni: quello delle cosiddette dating apps Tinder ed OkCupid. Entrambe le piattaforme sono estremamente significative perché permettono di cogliere precisamente proprio il numero di persone che vengono considerate attraenti su un certo quantitativo di persone con le quali entrano in contatto.
Inoltre, e soprattutto, questi dati non fanno riferimento soltanto all’attrazione puramente sessuale, ma hanno al loro interno una profondità maggiore, perché non sono originati in un contesto di laboratorio in cui si devono formulare attribuzioni meccaniche (attraente sì-no), ma, oltre ad avere quindi una valenza ecologica molto superiore, sono anche rivelatrici della volontà di una persona di voler conoscere o meno l’altra, a partire da un’attribuzione sull’attraenza: una volta espresso il giudizio sul grado di attraenza, questo applicazioni sono utilizzate per incontrare quelle stesse persone7.

Infine, una nota di riguardo va espressa nei confronti della numerosità e cross-culturalità del campione: nessun esperimento può avere la pretesa di raggiungere il numero dei milioni di utenti attivi ogni giorno su queste piattaforme.

Confrontando le elaborazioni effettuate su questi dati con quelle realizzate in uno dei più autorevoli articoli in materia8, sono anche evidenti numerose congruenze.

Secondo le analisi sul database di Tinder9, a cui hanno avuto accesso soltanto i curatori del GlobalWebIndex, del New York Times e di Lendedu, sarebbero considerati attraenti (a tal punto da poter pensare di incontrare e conoscere la persona in questione) il 46% delle donne ed il 14% degli uomini, rispettivamente dagli utenti maschi e dagli utenti femmine di Tinder.
Dati che sono molto in accordo con le elaborazioni svolte sul database di OkCupid10 (su un campione relativamente più ristretto ed esclusivamente composto da utenti americani); le quali misurano quelle percentuali, rispettivamente, del 40% e del 15%.
Per quanto riguarda le misurazioni effettuate dallo studio citato in precedenza6, gli autori avrebbero misurato in piccoli gruppi di persone una tendenza, indifferente al genere, a considerare attraente il 43% delle persone con le quali entravano in contatto. Le percentuali, però, si abbassano del 25% nelle partecipanti femminili quando cresce la numerosità della platea di selezione, andando ad accordarsi con le percentuali misurate a partire dai dati delle dating apps.

Ragionando su quest’ultimo effetto, è possibile che i dati delle dating apps, che presentano circa un centinaio di nuove persone ad ogni accesso, siano eccessivamente influenzate da questo meccanismo: per far fronte a questo possibile bias, è stata fatta una media delle percentuali misurate nei tre settings differenti, così da cercare di aumentare la validità esterna del parametro. Per i maschi la percentuale che utilizziamo come parametro delle persone considerate attraenti è 43% (risultante dalla media dei parametri 46%, 43% e 40%); per il genere femminile, la percentuale è del 23% (risultante dalla media dei parametri 14%, 15%, 18% e 43%).

Quindi:
M: (considerano attraenti) 43% –> 0.43 (delle femmine);
F: (considerano attraenti) 23% –> 0.23 (dei maschi).

Abbiamo adesso tutti i dati che ci servono per identificare il numero della popolazione complessiva che soddisfano le condizioni di cui abbiamo parlato adesso. Ovvero delle persone che possono essere considerate attraenti a tal punto da poter valutare la possibilità di approfondirne la conoscenza.

Prima di giungere alla conclusione numerica ed alla sua interpretazione, è doveroso fare una precisazione che riguarda la natura del campione, infatti quello che è molto importante tenere presente è che le analisi sono state fatte a partire dal numero di individui italiani; non è stata quindi considerata la maggiore probabilità di incontrare una persona in un luogo più abitato di un altro, e la differente probabilità di incontrare una persona della propria città rispetto ad una appartenente alla regione più distante dalla propria (con tutti i bias ambientali che ne derivano). In generale, è stato trascurato anche il ruolo dei contesti sociali. Inoltre, non è chiaro quanto la propria cultura influenzi la percentuale di persone considerate attraenti in media dall’essere umano. I dati di Tinder provengono da un campione sicuramente cross-culturale, quelle di OkCupid e dello studio6 invece sono dominati da campioni americani.

In sostanza, quello che è stato calcolato è un numero puro, basato il più possibile su considerazioni meccanicistiche e non particolarmente sensibili al, più o meno, individuale psicologico, con la volontà di individuare solo quella sottopopolazione nella quale si inseriscono, invece, le fini dinamiche di preferenza e scelta. Con l’obbiettivo, quindi, di individuare la probabilità di partenza, per quello che riguarda la scelta dell’amato (parola non generica, ma utilizzata proprio nel senso di risultante delle fini dinamiche di preferenze e scelta).

La formula risulterebbe quindi essere formata dai seguenti elementi:

N = P x P(g) x P(e) x P(a)

In conclusione, per le persone di sesso femminile residenti in Italia, il numero di maschi compresi tra i 20 ed i 35 anni di età in Italia che potevano essere considerati attraenti a tal punto da poter pensare di approfondirne la conoscenza, nel 2017, erano:

60589445*0.485988*0.23*0.1725431 = 1168552.
Proporzione percentuale:
1168552/60589445 = 0.019 –> 1.9% della popolazione italiana.

Invece, per le persone di sesso maschile residenti in Italia, il numero di femmine comprese tra i 20 ed i 35 anni di età in Italia che potevano essere considerate attraenti a tal punto da poter pensare di approfondirne la conoscenza, nel 2017, erano:

60589445*0.514012*0.43*0.1725431 = 2310661.
Proporzione percentuale:
2310661/60589445 = 0.038 –> 3.8% della popolazione italiana.

Questo significa che, incrociando le probabilità, nel 2017 esisteva la seguente probabilità che due persone si incontrassero e si considerassero attraenti a tal punto da poter pensare di approfondire la loro conoscenza:

round(((1168552/60589445)*(2310661/60589445)), 3)*100 = 0.1

Ovvero un incontro su mille, tra due persone di sesso opposto comprese tra i 20 ed i 35, in Italia, nel 2017, poteva essere quello giusto: ovvero un incontro su mille è la probabilità di partenza, da un punto di vista meccanico (prossimità geografica a livello nazionale, periodo sensibile di età ed attrazione sessuale), di incontrare una persona della quale, a seguito di criteri personali di scelta e selezione del partner ideale non qui considerati o indagati, innamorarsi reciprocamente.

Se questa sembra già di per sé una probabilità piuttosto bassa, pensa a quella che riguarda il nostro di incontro: localizzato in un contesto con un numero di individui estremamente più piccolo rispetto al caso nazionale, con un’estrema concordanza di atteggiamenti, e caratterizzato da tutto quello che sappiamo esserci nel nostro rapporto.

Nel Lotto ci sono soltanto 90 numeri. Quanti milionari conosci?

Un uomo fortunato, però, lo conosci.

Bibliografia.

1: https://www.wikiwand.com/it/Equazione_di_Drake
2: http://dati.istat.it/Index.aspx?QueryId=18460#
3: http://dati.istat.it/Index.aspx?QueryId=18460#
4: http://dati.istat.it/Index.aspx?QueryId=18460#
5: Anthony C. Little, Benedict C. Jones and Lisa M. DeBruine. 2011. Review. Facial attractiveness: evolutionary based research. Phil. Trans. R. Soc. B (2011) 366, 1638–1659. doi:10.1098/rstb.2010.0404
6: R. Fisman, S. S. Iyengar, E. Kamenica, I. Simonson. 2005. Searching for a Mate: Evidence from a Speed Dating Experiment.
7: https://www.nytimes.com/2014/10/30/fashion/tinder-the-fast-growing-dating-app
9: https://muchneeded.com/tinder-statistics/
10: https://theblog.okcupid.com/undressed-this-is-what-dating-culture-looks-like-across-the-us-ef46e8429b0a