Ricordi.

Ricordi.

Lunghe strade infinite
meravigliosamente vive
lasciano passare la mia frenesia
e fra le dita
godo del tuo soffice respiro
incagliato in un morso di supplica:
il passare lento della malizia.

Condotto dalla fame di passione
cessa l’andare leggero del tocco,
altro non bramo ora che il gusto
e il profumo della tua essenza
che trovo ove i sensi si uniscono
nel procedere sempre più incalzante
del profondo silenzio del gemere;

mentre si avvicinano gli sguardi
rosse viscere, in lunghi attimi,
dolcemente, si accarezzano,
insieme a quelle mani che
conoscono la fine di questa ouverture:
l’andante sinfonia del sudore
comanda i gesti di vita propria.

Dolci tempi lontani
non esistevamo che

noi, esseri del piacere.